Cittadinanza italiana riconosciuta a cittadini di ceppo italiano per discendenza

Cittadinanza italiana riconosciuta a cittadini di ceppo italiano per discendenza

Ufficio: Stato Civile
Referente: Carla Castelli, Cinzia Norato, Sandra Fredducci, Sara Gasparrini
Responsabile: D.ssa Maria Cristina Cantini
Indirizzo: Sede di Scarperia - Via dei Bastioni n. 3. Sede di San Piero a Sieve - Piazzetta del Comune n. 1
Tel: Scarperia 055 - 8431602. San Piero a Sieve 055 - 8487538
Fax: Scarperia 055 - 846509. San Piero a Sieve 055 - 848432
E-mail: comune.scarperiaesanpiero@postacert.toscana.it
Orario di apertura: Martedì - mercoledì - venerdì- sabato dalle ore 9,00 alle ore 13,00 - giovedì dalle ore 15,00 alle ore 17,30 (escluso i mesi di luglio e agosto)

Modalità di richiesta

  • Residenti all'estero

La persona straniera di origine italiana e residente all'estero, deve rivolgersi all'Autorità consolare italiana competente per luogo di residenza all'estero.

  • Residenti in Italia

La persona straniera d'origine italiana che si trova in Italia e che intende ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana, deve presentare domanda al Sindaco del Comune di residenza.

  • Residenti nel Comune di Scarperia e San Piero

La domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana, indirizzata al Sindaco del Comune di Scarperia e San Piero, va presentata presso l’Ufficio di Stato Civile. La domanda potrà essere ricevuta dall’ufficio solamente dopo che si sarà concluso positivamente il procedimento di richiesta della residenza e dovrà essere corredata dei documenti necessari sotto indicati, del Passaporto e della documentazione comprovante la regolarità del soggiorno.
Per soggiorni superiori a tre mesi: originale del permesso di soggiorno rilasciato a seguito di richiesta presentata con apposito kit;
Per soggiorni inferiori a tre mesi: timbro/ricevuta della dichiarazione di presenza rilasciata:
- se provenienti da paese NON aderente agli accordi di Schengen: dall’Autorità di Frontiera al momento dell’ingresso in Italia (timbro sul passaporto);
- per coloro che provengono dall’area Schengen): dalla Questura competente per territorio, entro 8 giorni dall’ingresso in Italia.

Documentazione da presentare

  • estratto dell'atto di nascita dell'antenato italiano emigrato all'estero, rilasciato dal comune italiano di nascita;
  • atti di nascita di tutti i discendenti in linea retta; atto di nascita del richiedente;
  • atto di nascita dei figli minori del richiedente;
  • atti di matrimonio dell'antenato italiano emigrato all’estero e dei discendenti in linea retta. Nel caso in cui la persona richiedente il riconoscimento della cittadinanza italiana sia divorziata occorre anche l’atto di divorzio;
  • certificato rilasciato dalle competenti Autorità dello Stato estero di emigrazione attestante che l'antenato italiano emigrato all'estero non acquistò la cittadinanza dello Stato estero di emigrazione anteriormente alla data di nascita dell'antenato del richiedente, nel certificato devono essere indicate le generalità dell’avo con tutti i cognomi e nomi con cui l’avo e’ stato indicato negli atti di stato civile;
  • Occorre inoltre il certificato rilasciato dalla competente Autorità consolare Italiana attestante che né gli antenati in linea retta né il richiedente abbiamo rinunciato alla cittadinanza italiana. Tale documentazione generalmente viene richiesta alla Rappresentanza italiana direttamente dall’Ufficio di Stato Civile. Nel caso questa documentazione venga prodotta direttamente dal richiedente si procederà a verificarne l’autenticità.

Gli atti prodotti a corredo della domanda devono essere nella forma integrale, ("Inteiro Teor" per il Brasile e “long form” o “full form” per gli U.S.A.).

Nel caso non fosse ancora stato istituito l’Ufficio di Stato Civile, in luogo dell’estratto di nascita o di matrimonio dell’avo potrà essere prodotto un certificato di battesimo o un certificato di matrimonio rilasciato dalla parrocchia con la firma del parroco autenticata dalla Curia Vescovile competente.

Tutti i documenti esteri allegati devono essere legalizzati dall'autorità diplomatica o consolare italiana presente nello Stato di origine o tramite apostille per gli Stati aderenti alla Convenzione dell’Aja del 1961, all’atto originale deve essere allegata una traduzione in italiano, anch’essa legalizzata.

L'ufficio può richiedere la documentazione integrativa nel caso in caso si rendesse necessaria per lo svolgimento della pratica.
 

Tempi

La cittadinanza viene concessa entro 300 giorni dalla presentazione della domanda.

Informazioni

Il Comune in cui l’avo è nato, deve essere stato annesso al Regno d’Italia almeno entro la data di morte dell’avo stesso quindi l’avo deve risultare vivente alla data del 17/03/1861 (tale data può variare per alcune Regioni in quanto annesse allo Stato Italiano in data diversa).

Per la trasmissione della cittadinanza da parte della donna occorre che il figlio sia nato prima del 01/01/1948.

Le dichiarazioni di nascita di nati fuori dal matrimonio devono essere firmate dal genitore che trasmette la cittadinanza italiana.

Verranno valutate le discordanze delle generalità nei vari atti emessi all’estero allo scopo di stabilire con certezza la discendenza dall’avo italiano.

Per l’eventuale variazione anagrafica dello stato civile (“celibe”/”nubile”), occorre che il richiedente produca un certificato di stato libero tradotto e legalizzato.

Normativa di riferimento

Legge N. 555 del 13/06/1912 –  Sulla cittadinanza italiana;
Legge N. 123 del 21 aprile 1983 – Nuove norme sulla cittadinanza ;
Legge N. 91 del 05/02/1992 - Nuove norme sulla cittadinanza;
Circolare del Ministero dell’Interno n. k28.1 del 08/04/1991 – Riconoscimento del possesso dello status civitatis italiano ai cittadini stranieri di ceppo italiano;
Circolare del Ministero dell’Interno n. k28.1 del 24/02/2003 – Problematiche legate al rimpatrio di cittadini argentini di origine italiana
Circolare del Ministero dell’Interno n. 32 del 13/06/2007 - Iscrizione anagrafica dei discendenti di cittadini italiani per nascita;
Circolare del ministero dell’Interno n. 26 del 01/06/2007 – Falsificazione di atti.

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