Convivenze di fatto

Convivenze di fatto

Ufficio: Ufficio anagrafe
Referente: Sandra Fredducci, Cinzia Norato e Carlotta Devoti
Responsabile: Carla Castelli
Indirizzo: Sede di Scarperia - Via dei Bastioni n. 3. Sede di San Piero a Sieve - Piazzetta del Comune n. 1
Tel: 0558431602 - 0558487538
Fax: Scarperia 055 - 846509. San Piero a Sieve 055 - 848432
E-mail: comune.scarperiaesanpiero@postacert.toscana.it
Orario di apertura: Martedì - mercoledì - venerdì - sabato dalle ore 9,00 alle ore 13,00 - giovedì dalle ore 15,00 alle ore 17,30 (escluso i mesi di luglio e agosto)

Descrizione

Legge 20 maggio 2016 n. 76 art. 1, commi dal 36 al 65. “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze“ (cosiddetta Legge Cirinnà)

La convivenza di fatto è un istituto che riguarda sia coppie omosessuali che eterosessuali composte da
--    persone maggiorenni
--    unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale,
--    non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile;
--    residenti e coabitanti nello stesso Comune.
 

Modalità di richiesta

Per la convivenza di fatto i prosupposti sono la coabitazione e la costituzione di famiglia anagrafica.

Gli interessati devono presentare un’apposita dichiarazione sottoscritta da entrambi (modulo allegato alla pagina) unitamente alle copie dei documenti di identità con le seguenti modalità:

- personalmente presso l'Ufficio Anagrafe;

- per posta raccomandata all'indirizzo: Comune di Scarperia e San Piero  - Anagrafe, Via Dei Bastioni 3 - 50038 Scarperia e San Piero  

- per fax ai n. 055 846509 - 055 848432

- per via telematica, nel rispetto di una delle seguenti condizioni:

la richiesta sia sottoscritta con firma digitale ed inviata all'indirizzo di posta elettronica certificata: comune.scarperiaesanpiero@postacert.toscana.it

  • la dichiarazione sia trasmessa dalla casella di posta elettronica certificata (pec) dei dichiaranti all'indirizzo di posta elettronica certificata: comune.scarperiaesanpiero@postacert.toscana.it
  • la dichiarazione recante le firme in originale e la riproduzione integrale dei documenti di identità validi dei dichiarati, siano entrambi acquisiti a mezzo scanner e trasmessi per posta elettronica semplice all'indirizzo: anagrafe@comune.scarperiaesanpiero.fi.it

 

Requisiti del richiedente

La convivenza di fatto è un istituto che riguarda sia coppie omosessuali che eterosessuali composte da:

--    persone maggiorenni
--    unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale,
--     non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile;
--     residenti e coabitanti nello stesso Comune.

Informazioni

Diritti
I conviventi di fatto hanno gli stessi diritti spettanti al coniuge nei casi previsti dall’ordinamento penitenziario.
In caso di malattia o di ricovero, hanno diritto reciproco di visita, di assistenza nonché di accesso alle informazioni personali, secondo le regole di organizzazione delle strutture ospedaliere o di assistenza pubbliche, private o convenzionate, previste per i coniugi e i familiari.

Potere di rappresentanza.
Ciascun convivente di fatto può designare l’altro quale suo rappresentante con poteri pieni o limitati:
---  in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e di volere, per le decisioni in materia di salute;
--- in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, le modalità di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie.
La designazione di cui sopra è effettuata in forma scritta e autografa oppure, in caso di impossibilità di redigerla, alla presenza di un testimone.

Diritti inerenti la casa
In caso di morte del proprietario della casa di comune residenza il convivente di fatto superstite ha diritto di continuare ad abitare nella stessa per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore a due anni, comunque non oltre i cinque anni. Ove nella stessa coabitino figli minori o figli disabili del convivente superstite, il medesimo ha diritto di continuare ad abitare nella casa di comune residenza per un periodo non inferiore a tre anni. Il diritto di abitazione viene meno se il convivente superstite cessa di abitare stabilmente nella casa di comune residenza o in caso di matrimonio, di unione civile o di nuova convivenza di fatto.
Nel caso di morte del conduttore o di suo recesso dal contratto di locazione della casa di comune residenza, il convivente di fatto ha facoltà di succedergli nel contratto”

Diritti all’assegnazione della casa popolare
Nel caso in cui l’appartenenza ad un nucleo familiare costituisca titolo o causa di preferenza nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia popolare, di tale titolo o causa di preferenza possono godere, a parità di condizioni, i conviventi di fatto.

Impresa familiare
Si prevede che al convivente di fatto che presti stabilmente la propria opera all’interno dell’impresa dell’altro convivente spetta una partecipazione agli utili dell’impresa familiare ed ai beni acquistati con essi nonché agli incrementi dell’azienda, anche in ordine all’avviamento, commisurata al lavoro prestato. Il diritto di partecipazione non spetta qualora tra i conviventi esista un rapporto di società o di lavoro subordinato.

Interdizione, inabilitazione e amministrazione di sostegno
E’ esteso al convivente di fatto la possibilità di essere nominato tutore o curatore o amministratore di sostegno del convivente.
 

Risarcimento del danno
In caso di decesso del convivente di fatto derivante da fatto illecito di un terzo, al convivente superstite nel-l’individuazione del danno risarcibile si applicheranno gli stessi criteri individuati per il risarcimento del danno al coniuge superstite.”


Il contratto di convivenza
I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione  di un contratto di convivenza. Il contratto, le sue modifiche e la sua risoluzione sono redatti in forma scritta, a pena di nullità, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato che ne attestano la conformità alle norme imperative e all’ordine pubblico.  
Il contratto  può  contenere:  -- l’indicazione della residenza;
-- le modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune, in relazione alle sostanze di ciascuno e alla capacità di lavoro professionale o casalingo;     
-- il regime patrimoniale della comunione dei beni, di cui alla sezione III  del capo VI del titolo VI del libro primo del codice civile, modificabile in qualunque momento in corso della convivenza.
Copia dell’accordo dovrà trasmesso all’ufficio anagrafe del comune di residenza, ai fini dell’opponibilità ai terzi, entro i successivi dieci giorni.


Nullità del contratto di convivenza
Il contratto di convivenza è affetto da nullità insanabile che può esser fatta valere da chiunque vi abbia interesse:
--- in presenza di un vincolo matrimoniale, di un’unione civile o di altro contratto di convivenza; --- in mancanza di uno dei requisiti di cui al comma 36 (esempio: presenza di rapporti di parentela, affinità, adozione o assenza di un legame affettivo stabile di coppia e di reciproca assistenza morale o materiale); --- minore età di uno dei conviventi;
--- interdizione di una delle parti; --- condanna di una delle parti  per omicidio consumato o tentato del coniuge dell’altra parte

Risoluzione del contratto di  convivenza
Il contratto di convivenza si risolve per: a) accordo delle parti; b) recesso unilaterale; c) matrimonio o unione civile tra i conviventi o tra un convivente ed altra persona; d) morte di uno dei contraenti.
La risoluzione per accordo delle parti o per recesso unilaterale deve essere redatta nelle forme dell’ atto pubblico o con firma autenticata da notaio o avvocato


Il diritto agli alimenti
In caso di cessazione della convivenza di fatto, il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall’altro convivente gli alimenti qualora versi in stato di bisogno o non sia in grado di mantenere al proprio mantenimento. In tali casi, gli alimenti sono assegnati per un periodo proporzionale alla durata della convivenza e nella misura determinata ai sensi dell’art. 438 secondo comma del CC.” (in proporzione dei bisogni di chi li domanda e delle condizioni economiche di chi deve somministrarli). Non devono tuttavia superare quanto sia necessario per la vita dell’alimentando, avuto però riguardo alla sua posizione sociale Il giudice può obbligare l’ex convivente a corrispondere gli alimenti solo nel caso in cui tutte le altre categorie previste dall’art. 433 CC. non siano in grado di farlo. In base all’articolo citato i conviventi si situano al penultimo posto, prima dei fratelli.
 

Normativa di riferimento

Legge 20 maggio 2016 n. 76 art. 1, commi dal 36 al 65.

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